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Migliora la reputazione aziendale con l’Email Marketing: il valore della scelta di una piattaforma Italiana

In un mondo sempre più digitalizzato, le piattaforme di email marketing rappresentano strumenti fondamentali per le aziende che desiderano migliorare la propria visibilità, mantenere un contatto diretto con i propri clienti e, in ultima analisi, potenziare la propria reputazione aziendale. L’email marketing, infatti, consente di inviare messaggi mirati e personalizzati a un vasto pubblico, garantendo un ritorno sull’investimento significativo rispetto ad altri canali di marketing digitale. Perché le piattaforme di email marketing sono utili per la reputazione aziendale La comunicazione con i clienti, sia quelli attuali sia quelli potenziali, è fondamentale per mantenere ed espandere il proprio giro di affari. Attraverso un dialogo costante e mirato, le aziende possono costruire una relazione di fiducia e lealtà, comprendere meglio le esigenze del proprio pubblico e rispondere in modo più efficace alle sue aspettative. In questo contesto, l’email si conferma come uno dei canali più importanti, grazie alla sua capacità di raggiungere direttamente il destinatario, personalizzare i messaggi e monitorare i risultati delle campagne con precisione. Tuttavia, l’evoluzione digitale ha ampliato lo spettro delle possibilità, portando alla ribalta canali alternativi altrettanto efficaci. Le chat e i messaggi istantanei, ad esempio, offrono una piattaforma dinamica per interagire con i clienti e creare una comunità attorno al marchio, mentre i blog e i video online permettono di fornire contenuti approfonditi e valorizzare l’immagine aziendale. La chiave del successo risiede nella capacità di integrare questi diversi canali in una strategia di comunicazione coesa, che sappia adattarsi alle abitudini e alle preferenze del pubblico di riferimento. Vediamo quali sono le caratteristiche di cui tener conto nella definizione di tale strategia: 1. Comunicazione personalizzata: consentono di segmentare il pubblico e inviare contenuti personalizzati, aumentando l’engagement dei destinatari e costruendo una relazione più stretta e di fiducia con il brand. 2. Misurazione dell’efficacia: offrono strumenti avanzati per tracciare le performance delle campagne, come tassi di apertura, di clic e di conversione, permettendo alle aziende di ottimizzare le proprie strategie in tempo reale. 3. Costi contenuti e ROI elevato: l’email marketing è noto per offrire uno dei migliori ritorni sull’investimento nel panorama del marketing digitale, rendendolo accessibile anche per le piccole e medie imprese. 4. Rafforzamento del brand: attraverso comunicazioni regolari e coerenti, le aziende possono rafforzare la consapevolezza del proprio marchio e mantenere la propria offerta nella mente dei consumatori. Perché, per il mercato italiano, è più conveniente utilizzare una piattaforma italiana Il mercato Italiano segue regole precise per l’email marketing, dettate principalmente dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’Unione Europea e dalla normativa italiana specifica, come il Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003, noto anche come Codice Privacy), aggiornato con il D.Lgs. 101/2018 per allinearsi al GDPR. Inoltre si devono considerare le linee guida e le interpretazioni fornite dal Garante per la protezione dei dati personali, che possono includere raccomandazioni specifiche su come ottenere il consenso, gestire i database dei contatti, e realizzare campagne di email marketing conformi alla legge. Le aziende che operano in Italia devono quindi prestare particolare attenzione a queste normative per assicurarsi di condurre campagne di email marketing non solo efficaci ma anche pienamente conformi alle leggi vigenti, garantendo così la tutela della privacy e dei diritti dei consumatori. Di solito tutte le piattaforme di comunicazione marketing dichiarano di essere conformi alla normativa GDPR. Ma questa dichiarazione è spesso fatta sula base di interpretazioni di tipo anglosassone che, nei fatti, poco combaciano con le interpretazioni italiane enunciate dal Garante. Inoltre, a fronte di un nuovo pronunciamento del Garante non è detto che aziende estere siano così celeri nell’adeguarsi.  Ecco perché affidarsi ad una società Italiana ci assicura di avere: 1. Conformità con la normativa localeUtilizzare una piattaforma italiana come 4Dem garantisce una totale conformità con le normative locali in materia di privacy e trattamento dei dati (ad esempio, il GDPR). Questo è cruciale per le aziende che operano sul territorio italiano, poiché elimina il rischio di sanzioni e rafforza la fiducia dei consumatori nella gestione dei loro dati personali. 2. Supporto e assistenza in lingua italianaAvere accesso a supporto e assistenza in lingua italiana è un vantaggio non trascurabile, in quanto facilita la risoluzione di eventuali problemi e migliora l’efficienza nell’utilizzo della piattaforma. Questo aspetto è particolarmente rilevante per le aziende italiane che potrebbero non avere competenze linguistiche avanzate in inglese. Caratteristiche e vantaggi della piattaforma italiana 4Dem 4Dem, si distingue nel panorama delle piattaforme di email marketing per una serie di caratteristiche e vantaggi specifici: 1. Interfaccia intuitiva e in lingua italiana: rende la piattaforma facilmente accessibile anche a chi non ha precedenti esperienze di email marketing. 2. Automazione avanzata: consente di impostare facilmente percorsi di automazione per gestire il customer journey in maniera efficiente, aumentando l’engagement e la fedeltà dei clienti. 3. Segmentazione dettagliata: offre strumenti avanzati per segmentare il pubblico in base a comportamenti, preferenze e dati demografici, permettendo di personalizzare al massimo le comunicazioni. 4. Conformità GDPR: essendo una piattaforma italiana, garantisce la totale aderenza alle normative europee e italiane in materia di privacy, offrendo tranquillità sia alle aziende che ai loro clienti. 5. Analisi e reportistica: fornisce report dettagliati che permettono di monitorare le performance delle campagne in tempo reale e di ottimizzare le strategie di marketing. In conclusione, le piattaforme di email marketing sono strumenti indispensabili per le aziende moderne che vogliono migliorare la propria reputazione online. Per le aziende italiane, in particolare, scegliere una piattaforma nazionale come 4Dem significa non solo assicurarsi un servizio aderente alle normative locali e un supporto in lingua italiana, ma anche accedere a una serie di funzionalità avanzate che possono fare la differenza in termini di personalizzazione, engagement e performance delle campagne

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Fediverse: il socialismo dei social

Nel vasto e variegato panorama dei social media, emerge un universo parallelo che promette un approccio diverso alla connessione online: il Fediverse. Questo termine, fusione di “federated” e “universe”, descrive una collezione di server indipendenti, ognuno ospitante una piattaforma di social media, che comunicano tra loro. A differenza dei colossi dei social media, che operano su piattaforme centralizzate, il Fediverse si basa su una struttura decentralizzata, promuovendo la libertà di espressione, la privacy e la personalizzazione. Chi sta costruendo il Fediverse? Il Fediverse è costruito da una comunità globale di sviluppatori, attivisti per la privacy e utenti che credono in un internet più aperto e meno centralizzato. Questi individui e organizzazioni contribuiscono allo sviluppo di software open-source che alimenta i vari nodi del Fediverse, permettendo a chiunque di creare il proprio server e unirsi a questa rete in espansione. Ecco alcuni esempi di piattaforme che effettivamente fanno parte del Fediverse: Mastodon: Probabilmente la più nota tra le piattaforme del Fediverse, Mastodon è un social network simile a Twitter che permette agli utenti di postare messaggi, immagini e video. È composto da una rete di server indipendenti, ognuno con le proprie regole e comunità. PeerTube: Una piattaforma di condivisione video decentralizzata che consente agli utenti di ospitare e condividere video. PeerTube utilizza il peer-to-peer per ridurre la pressione sui singoli server durante la trasmissione di contenuti popolari. Pixelfed: Simile a Instagram, Pixelfed è una piattaforma di condivisione foto che enfatizza la privacy e la decentralizzazione. Gli utenti possono postare foto e storie, seguendo amici e scoprendo nuovi contenuti attraverso un feed. Pleroma: Un’altra alternativa a Twitter, Pleroma è noto per essere leggero e flessibile, adatto anche per l’installazione su hardware meno potente. Supporta tutte le funzionalità standard di un social network, come postare, seguire e interagire con altri utenti. Friendica: Un social network che mira a collegare gli utenti attraverso vari servizi e piattaforme. Friendica supporta l’interoperabilità con altre reti sociali, rendendolo un ponte tra il Fediverse e il resto del web sociale. WriteFreely: Una piattaforma di blogging minimalista che consente agli utenti di creare blog personali o comunitari. È progettata per incoraggiare la scrittura e la lettura senza distrazioni. Ultimamente Flipboard ha annunciato che ne entrerà a far parte. Il Ruolo di ActivityPub Al cuore del Fediverse batte ActivityPub, un protocollo di comunicazione che funge da collante tra i diversi server e piattaforme. Ratificato nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale per la Standardizzazione Web (W3C), ActivityPub definisce un framework per lo scambio di messaggi e contenuti tra server in modo standardizzato. Questo significa che, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata (che si tratti di un social network, un sistema di blogging o un servizio di video sharing), gli utenti possono interagire tra loro come se fossero sulla stessa piattaforma. Cosa Definisce e Cosa È ActivityPub? ActivityPub si basa su due componenti principali: il “client to server API” (C2S) e il “server to server API” (S2S). Il primo permette agli utenti di interagire con il loro server (ad esempio, postare un aggiornamento di stato o commentare un post), mentre il secondo consente a questi server di comunicare e condividere contenuti tra loro. In pratica, ActivityPub trasforma il Fediverse in una rete sociale interoperabile, dove i contenuti possono fluire liberamente tra piattaforme diverse senza barriere. Perché È Importante? In un’epoca dominata da pochi giganti tecnologici, l’importanza di un protocollo come ActivityPub risiede nella sua capacità di democratizzare il web. Offrendo un’alternativa decentralizzata, promuove una maggiore diversità di voci e riduce il rischio di censura. Inoltre, il modello open-source e federato del Fediverse incoraggia l’innovazione e la personalizzazione, permettendo agli sviluppatori di creare servizi su misura per le esigenze delle loro comunità. Conclusione Il Fediverse rappresenta una visione audace e promettente per il futuro della comunicazione digitale. Offrendo un’alternativa etica e decentralizzata ai social network tradizionali, invita a ripensare il modo in cui interagiamo online. Mentre il Fediverse continua a crescere e a evolversi, sarà affascinante vedere come questa rete federata plasmerà il paesaggio digitale nei prossimi anni.

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Piattaforme low-code: Five.co

Five.co è una piattaforma low-code progettata per lo sviluppo e la distribuzione rapidi di software aziendali su misura. Consente agli utenti di creare rapidamente moderne applicazioni web, utilizzando fonti di dati, codice personalizzato in JavaScript, TypeScript o SQL, e di distribuire queste applicazioni nel cloud con un solo clic. La piattaforma può essere utilizzata scaricando il loro strumento di sviluppo.La sede centrale dell’azienda è in Australia e ha filiali in Malesia e a Hong Kong. Unicità Ciò che distingue Five.co è la sua capacità di costruire rapidamente un software aziendale robusto di qualsiasi complessità e la sua unicità risiede nella sua flessibilità e nelle sue capacità di sviluppo rapido. Supporta quasi tutte le fonti di dati, integrandole e aggiungendo codice personalizzato in JavaScript, TypeScript o SQL. Consente uno sviluppo rapido grazie a layout front-end precostituiti, che lo rendono altamente adattabile a varie esigenze aziendali senza richiedere ampie competenze di sviluppo front-end. Facilità d’uso La piattaforma enfatizza la semplicità nello sviluppo delle applicazioni, offrendo potenti blocchi di costruzione, strumenti visivi e componenti precostituiti. Questo approccio accelera il processo di sviluppo, consentendo la creazione di applicazioni multiutente con autenticazione, moduli, grafici, dashboard, report e notifiche in modo semplice e sicuro. Utenti target Five.co si rivolge a utenti tecnici, tra cui data scientist, sviluppatori software e professionisti IT, fornendo loro gli strumenti necessari per costruire e distribuire rapidamente applicazioni web cloud-native. La sua flessibilità supporta un’ampia gamma di competenze di programmazione, dal no-code e low-code al codice completo, offrendo piena flessibilità nella progettazione del software. Capacità di integrazione La piattaforma eccelle nelle capacità di integrazione, supportando quasi tutti i database o servizi esterni con un’API REST. Questo permette agli utenti di portare i propri dati o di creare un nuovo database da zero, garantendo una perfetta integrazione con i sistemi aziendali esistenti. Disponibilità di API e Webhook Sebbene non siano stati menzionati esplicitamente dettagli specifici su API e webhook, il supporto della piattaforma per il codice personalizzato e le fonti di dati esterne implica solide capacità di integrazione e personalizzazione, che probabilmente includono funzionalità API e webhook. Prezzi Five.co è utilizzabile gratuitamente per lo sviluppo e i test, mentre per le applicazioni degne di essere prodotte è necessario un abbonamento. Questo modello consente agli utenti di costruire e testare le applicazioni senza costi iniziali, pagando solo quando le applicazioni vengono distribuite negli ambienti di produzione. Documentazione e risorse formative Finora non hanno fornito molte risorse per imparare la piattaforma. Potete cercare nella comunità di five.org o scorrere il loro blog. Non sono previsti né corsi né certificazioni. Questa sembra la loro area di miglioramento. Modello di distribuzione Le applicazioni possono essere distribuite nel cloud con un solo clic, offrendo URL personalizzati generati automaticamente per ogni applicazione e ambienti di sviluppo, test e produzione separati. Questo modello di distribuzione semplificato semplifica il processo di introduzione delle applicazioni negli ambienti live. Sostegno alla comunità Il supporto della comunità sembra essere parte integrante di Five.co, con un sito dedicato alla comunità per gli utenti che possono condividere le conoscenze, porre domande e ricevere supporto dai colleghi sviluppatori. Cosa ci piace Lo strumento di sviluppo è disponibile anche per macosx C’è un piano gratuito da testare e il piano iniziale è accessibile per fornire un’applicazione iniziale. È possibile integrare le proprie fonti di dati Cosa non ci piace Non c’è documentazione. Il percorso di apprendimento si snoda tra il forum e il blog.

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Altro che problemi di privacy e copyright, lo smalengo uccide ChatGPT!

Le mie perplessità Lo #smalengo si nasconde nella vita di tutti i giorni, al lavoro, sulla stampa ed in politica. Saperlo individuare è essenziale per riuscire ad avere una lucida capacità d’analisi. Ecco come ne è uscito vincente con chatGPT. È da qualche mese, anzi direi proprio dai primi di Novembre, che chatGPT mi lascia perplesso. Le risposte fornite  hanno sempre senso e mi sembrano più lunghe del solito, ma non hanno nessun contenuto. Sono ricche di liste piene di dettagli, ma sembrano risposte di un politico intervistato su un argomento imbarazzante. Qualche giorno fa ho chiesto, con un post su LinkedIN, il parere di altri, ma ho ricevuto conferme a voce solo da un paio di amici. La prova Oggi ho deciso di vedere fino a dove si spinge l’accondiscendenza che ha chatGPT nei confronti dell’utente (pagante). Ecco cosa le ho chiesto:You: Che differenza c’è tra lo smalengo veneto usato dalla repubblica marinara e quello più antico diffuso nel resto del nord Italia? Mentre ci sono citazioni e riferimenti in manoscritti e libri dell’uso dello smalengo, sopratutto nei salotti bene e nelle feste del carnevale, abbiamo solo qualche traccia in alcune liriche del 1600 dell’uso in quella zona che oggi è la Lombardia e la parte orientale del Piemonte. ChatGPT: Lo “smalengo” o “lingua smalenga” si riferisce a un linguaggio criptico o gergale usato in Italia tra il Medioevo e l’epoca moderna. La sua funzione variava, ma era spesso utilizzata come una forma di comunicazione esclusiva o segreta, specialmente nei contesti sociali o letterari. Smalengo Veneto nella Repubblica Marinara: Nella Repubblica di Venezia, lo smalengo era associato a un certo prestigio sociale e cultura. Era usato nei salotti bene e nelle feste, come quelle del Carnevale di Venezia. Il suo uso qui era probabilmente legato alla tradizione della Repubblica Marinara, con influenze delle lingue e dialetti del Mediterraneo, date le ampie relazioni commerciali e culturali di Venezia con altre regioni e paesi. Smalengo nel Nord Italia (Lombardia, Piemonte): Nella Lombardia e nella parte orientale del Piemonte, le tracce dello smalengo sono più scarse e risalgono principalmente al 1600. Qui, lo smalengo poteva avere un carattere più locale e meno influenzato dalle dinamiche di un porto marittimo internazionale come Venezia. Potrebbe aver avuto radici più fortemente ancorate nei dialetti e nelle tradizioni locali.   Le principali differenze tra le due versioni di smalengo possono essere attribuite a:   Influenze Linguistiche: Lo smalengo veneto poteva avere maggiori influenze da varie lingue mediterranee a causa della posizione marittima di Venezia e dei suoi scambi culturali, mentre lo smalengo lombardo-piemontese era probabilmente più influenzato dai dialetti locali. Contesto Sociale e Culturale: A Venezia, lo smalengo era legato all’élite sociale e ai ricchi ambienti culturali, mentre nelle altre regioni del nord Italia poteva essere più un fenomeno letterario o regionale, meno legato ai cerchi elitari. Documentazione e Conservazione: La ricchezza culturale e la posizione di Venezia come centro di potere e commercio hanno probabilmente contribuito a una maggiore conservazione e documentazione del suo smalengo, rispetto alle tracce più frammentarie e meno frequenti dello smalengo in altre aree del nord Italia.   Va notato che studi specifici sull’argomento possono offrire ulteriori dettagli e sfumature, soprattutto data la natura variabile e spesso informale del gergo smalengo. Non credevo ai miei occhi, anzi mi aveva messo in crisi. Si perché lo smalengo non esiste, me lo sono inventato io! Prima di chiedere a chatGPT avevo cercato con il più antico Google e non avevo trovato nulla. Ma ora veramente dubitavo di me stesso, quindi riaperto Google ho cercato la “lingua smalenga”, ma nulla, solo riferimenti a patologie del nostro muscolo più utilizzato a sproposito.Rileggendo la risposta di ChatGPT, potevo vedere che era formulata in modo ineccepibile con una struttura eccellente, ma il contenuto era solo un rigirare in tutti i versi quello che avevo detto nella domanda! Allora ho continuato, reggendo il gioco, per vedere fin dove si arrivava:You: In che modo si può impostare uno studio sullo smalengo? Conviene approcciare prima l’influenza che ha avuto nell’arte o la sua diffusione nelle locande del popolo?ChatGPT: Lo studio dello smalengo può essere affrontato da diverse prospettive, a seconda degli obiettivi specifici della ricerca. Ecco due possibili approcci:  Influenza sull’Arte: Focus: Esplorare come lo smalengo è stato rappresentato e utilizzato nell’arte, nella letteratura, nel teatro e in altre forme di espressione culturale. Metodologia:  Analizzare opere d’arte, manoscritti, pezzi teatrali e letteratura dell’epoca per tracciare riferimenti allo smalengo e al suo uso in contesti artistici. Vantaggi: Questo approccio può rivelare come lo smalengo sia stato percepito e valorizzato nelle élite culturali e artistiche, e come abbia influenzato la cultura e l’arte del tempo. Diffusione nelle Locande e tra il Popolo:    Focus: Studiare come lo smalengo sia stato utilizzato nella vita quotidiana, nelle locande, nei mercati e tra il popolo.    Metodologia: Ricerche in documenti storici, come cronache, diari, corrispondenze, e registri di locande, per raccogliere informazioni sull’uso dello smalengo tra la popolazione.    Vantaggi: Questo approccio può fornire una visione più autentica e “dal basso” di come lo smalengo fosse parte della vita quotidiana e della comunicazione popolare. In entrambi i casi, un approccio interdisciplinare che include storia, linguistica, antropologia e studi culturali può arricchire la ricerca. Potrebbe anche essere utile considerare i seguenti aspetti: Contesto Storico e Geografico: Analizzare le condizioni storiche e geografiche che hanno influenzato lo sviluppo e l’uso dello smalengo nelle diverse regioni italiane. Comparazione con Altri Gergali: Confrontare lo smalengo con altri linguaggi gergali o criptati utilizzati in Italia o in Europa nello stesso periodo. Influenza Sociale: Valutare come lo smalengo abbia influenzato le dinamiche sociali, ad esempio nella creazione di identità di gruppo o nell’esclusione di estranei. Scegliere da dove iniziare dipende dagli obiettivi specifici e dalle risorse disponibili. Potresti iniziare da quello che ti sembra più accessibile o interessante e poi espandere la ricerca per includere altre aree. You: Mi tracci la storiò dello smalengo dalla caduta dell’impero Romano fino alla sua scomparsa che coincide con il declino della Repubblica Marinaresca di Venezia?ChatGPT: Tracciare la storia dello smalengo

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Facciamo ordine tra le AI generative

Vediamo una suddivisione dei tool di intelligenza artificiale (AI) in diverse categorie, ognuna focalizzata su un tipo specifico di media o contenuto.
Penso che una loro classificazione, benché ora possa essere utile per familiarizzare con queste tecnologie, in futuro non avrà senso. Per un motivo semplice, ossia che la loro diffusione le renderà non più strumenti separati ma integrati con gli oggetti di uso comune.

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Cosa c’è nella nuova versione di CASPIO?

Uno degli elementi che prendo in considerazione nel valutare un software è la quantità di nuove versioni che vengono rilasciate. Per le piattaforme low-code è ancora più importante perché  ogni nuovo rilascio vengono introdotte nuove funzionalità. CASPIO ha nei suoi rilasci un punto di forza. Ieri è stato annunciata la versione 44.0. Stiamo parlando del nono rilascio di quest’anno di una piattaforma low-code in continua evoluzione. Alcune delle novità introdotte ieri vanno nella direzione di fornire una piattaforma che permetta di portare in produzione applicazioni di ottima qualità, altre cercano di far salire CSAPIO sul treno dell’Intelligenza Artificiale. Vediamo cosa c’è in questo rilascio..  Custom Domains Viene la possibilità di utilizzare domini personalizzati per le applicazioni basate su Caspio. Ossia ogni riferimento a datapage dell’applicazione o elementi di CASPIO non saranno più nella forma https://c2xxx999.caspio.com/dp/………./…. ma si potrà utilizzare un dominio personalizzato. È una novità attesa, perché da un lato permette di ridurre tutte le problematiche che possono presentarsi nel dover configurare l’accettazione di cookies di terze parti, dall’altro migliora il branding per chi distribuisce le proprie applicazioni sviluppate su questa piattaforma. Miglioramenti all’AI Assistant Questa è un’area molto particolare, perché ora, con la moda dell’AI, tutti inseriscono una qualche funzionalità che usi l’AI. CASPIO ha introdotto l’AI Assistant nella versione precedente ed ora aggiunge nuove funzionalità. Questo assistente, tramite una chat interattiva migliorata, permette di definire le tabelle dei dati e di visualizzare le anteprime delle strutture proposte. Su questo tema, a breve, faremo un articolo dedicato. Miglioramenti alle Directory Viene introdotta la possibilità di personalizzare i template delle email e rimuovere il branding di Caspio dalle pagine del portale utente e dalle email. Diciamo che è uno degli ultimi tocchi per utilizzare in un applicazione di produzione le Directory.  Quest’anno CASPIO ha annunciato, e costantemente migliorato, questo sistema per l’autenticazione ed il  raggruppamento degli utenti. Era una mancanza che si faceva sentire anche perché sui piani adeguati alle PMI non viene offerta alcuna possibilità di integrazione con LDAP o Active Directory esterne. Adesso l’utilizzo delle directory è maturo per essere utilizzato come meccanismo principale di autenticazione. Ovviamente, sempre insoddisfatti Quando si usa una piattaforma che fa dell’innovazione un suo punto di forza, l’appetito vien mangiando. Se quindi da oggi ci mettiamo a provare le nuove funzionalità, rimane sempre la bocca asciutta per non aver visto quelle in via di svulippo. Se volete averne un’idea su CASPIO Ideabox ci sono le idee proposte e votate dagli utenti ed è possibile, filtrandole, vedere quali sono già in via di sviluppo.

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Low-code timeline

Dagli arbori AL RAD E Lo sviluppo visuale Herbert D. Benington pubblica Production of Large Computer Programs dove vengono descritte le tecniche per sviluppare i programmi del sistema Semi-Automatic Ground Environment (SAGE)more1956 Winston W. Royce pubblica Managing the development of large Software Systems con diagrammi che hanno fatto nascere il fraintendimento sulla nascita del modello waterfall. In realtà l’autore non usa mai il termine e, anzi, evidenza la necessità di una serie di iterazioni nel suo modello.more1970 T.E.Bell e T.A.Thayer pubblicano Software Requirements: Are They Really a Problem? Sono forse loro, riferendosi al lavoro di Royce, i primi ad usare il termine waterfall.more1976 Learmonth Burchett Management Systems (LBMS) e la Central Computer Telecommunications Agency (CCTA) tra il 1980 e il 1981 sviluppano lo Structured systems analysis and design method (SSADM) come lo standard per i progetti governativi in UK. more1980 LabView Release 1.0 (per Macintosh). Uno dei primi ambienti di sviluppo visuale. more1980 Barry Boehm  pubblica A spiral model of Software development and enhancement descrivendo un modello iterativo che considera la realizzazione del Sw attraverso dei prototipi sempre più vicini alla soluzione finale. Hirotaka Takeuchi and Ikujiro Nonaka pubblicano l’articolo The New New Product Development Game dove vengono descritte delle analogie tra lo sviluppo applicativo ed il rugby e utilizzano per la prima volta il concetto di Scrum.more1986 James Martin pubblica “Rapid Application Development” dove descrive un approccio allo sviluppo del software che enfatizza la rapidità e la flessibilità. more1991 Ken Schwaber e Jeff Sutherland presentano alla conferenza OOPSLA del 1995, “SCRUM Development Process” more1995 Si affaccia il lowcode Appian Michael Beckley, Robert Kramer, Marc Wilson e Matthew Calkins, fondano Appian. more1999 Caspio Frank Zamani fonda CASPIO more2000 Caspio Primo rilascio della piattaforma Caspio Bridge. more2001 WordPress Matt Mullenweg e Mike Little sviluppano il CMS WordPress 2003 Mendix Mendix viene fondata in Olanda. more2005 Scratch La più grande community di coding per bambini al mondo e un linguaggio di coding con una semplice interfaccia visiva che consente ai giovani di creare storie, giochi e animazioni digitali Lanciato per la prima volta come applicazione desktop dal Lifelong Kindergarten Group presso il MIT Media Lab more2007 Agile e Knack Pubblicazione del Manifesto Agile DreamIt Ventures, un incubatore di startup, accetta Knack come parte del programma estivo 2010. More2010 Airtable inizia il suo sviluppo Lancio ufficiale della piattaforma di Knack More2012 Edizione di Caspio Bridge conforme agli standard HIPAA Airtable apre la sua versione open-beta su invito Forrester pubblica il report New Development Platforms Emerge For Customer-Facing Applications dove appare il termine low-code.   more2014 Edizione di Caspio Bridge conforme agli standard GDPR 2016 Airtable si focalizza sul mercato Enterprise 2017 Nasce Plantanapp 2019

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Il potere del low-code è reale o superato? Come possiamo valutarlo?

Una situazione impossibile Immaginatevi questa situazione, in un’azienda tecnologica, c’è un team che si trova davanti a un bel guaio: devono creare un’applicazione per gestire i rapporti con i clienti e hanno solo poche settimane per farlo. Sembra quasi una missione impossibile, vero? Eppure, eccoli qui, tre settimane dopo, non solo hanno finito in anticipo, ma hanno anche messo su un sistema CRM che funziona alla grande e su misura per le loro esigenze. Niente notti in bianco a scrivere codice o trucchi da maghi dell’informatica, ma solo la magia delle piattaforme low-code. Questi strumenti stanno cambiando completamente il gioco, rendendo lo sviluppo software un processo veloce, efficiente e alla portata di tutti. Impressionante, no? Ma è proprio vero? Si legge nel web che le piattaforme low-code sono strumenti di sviluppo software che permettono di creare applicazioni scrivendo poco codice tradizionale o addirittura senza scriverlo. Usando un ambiente visuale, dove gli utenti possono utilizzare interfacce drag-and-drop e modelli pre-costruiti, permettono di assemblare e configurare le funzionalità di un’app. Il focus è sulla semplificazione del processo di sviluppo, rendendolo accessibile anche a chi non ha competenze avanzate in programmazione. Si presentano particolarmente utili per lo sviluppo rapido di applicazioni aziendali, l’automazione dei processi e la creazione di soluzioni personalizzate per rispondere a esigenze specifiche del business. Grazie a queste piattaforme, aziende di ogni dimensione possono innovare a costi accettabili ed adattarsi rapidamente in un mercato in continua evoluzione. Allora avanti tutta con il low-code! O no? Cosa si intende per piattaforma low-code? Sebbene, a pelle, esista un concetto comune di low-code, non esiste una definizione univoca. Potete leggere le posizioni di alcuni brand altisonanti cliccando i loro nomi: KPMG KPMG investe molto nel low-code tanto da aver creato neòl 2021 il Low-Code Center of Excellence. Ma non sono riuscito a trovare una sua definizione di Low-code. O meglio, risponde alla domanda Cosa è il low-code con parole non sue, ma dell’azienda ServiceNow:Low-code is a refined way for companies to develop high-end applications which, according to ServiceNow, can perform up to 10 times faster compared to those developed traditionally. Sinceramente non calza con molte piattaforme low-code che conosco. In un’altra pagina parla del low-code come “one of the more disruptive technologies to hit the enterprise since the cloud. It enables you to create powerful software applications using a simple graphical interface instead of arcane programming skills.“ Gartner Con un approccio più strutturato Gartner fornisce una sua definizione sia nel suo sito Peer Insights “Gartner defines low-code application platforms (LCAPs) as application platforms that are used to rapidly develop and run custom applications by abstracting and minimizing the use of programming languages.”  Poi condivide le sue considerazioni sulla crescita del mercato del low-code, Infine rende disponibile uno dei suoi famosi Magic Quadrant, dove “Gartner defines LCAP solutions as application platforms used to rapidly develop custom applications.“. Ossia sparisce il riferimento al run. IBM e Kindryl Per IBM “Low-code is a visual approach to software development that enables faster delivery of applications through minimal hand-coding“. Nella stessa pagina, viene fatta una considerazione interessante sulle differenze tra low-code e no-code: “However, no-code products are specifically targeted for business users, allowing them to create custom apps without expert development skills and knowledge“ Mentre Kindryl, la parte dei servizi IBM che è stata raccolta in un’azienda ad-hoc, non spende energie sulla parte concettuale ma opera direttamente annunciando che Microsoft recently awarded Kyndryl with the Low Code Application Development Specialization. Oracle Oracle sul low-code ha una sua piattafomra e dice che “A Low Code stage uses a simplified interface that lets developers build applications and software that is both user-friendly and responsive“ Queste definizioni mostrano come ciascuno plasma la definizione di low-code evidenziando criteri differenti. Chi evidenzia la rapidità del processo di sviluppo, chi considera anche gli aspetti dell’ambiente di produzione, chi considera le competenze necessarie e chi si rivolge solo agli sviluppatori. Tutti però mettono alla base di tutto gli aspetti visuali e di drag-ann-drop Secondo me, le definizioni precedenti peccano perché fanno tutte riferimento ad un generico sviluppo applicativo che viene velocizzato, senza considerare i suoi molteplici aspetti. Quindi facendo credere che il low-code ha una sua capacità magica di far andare meglio qualsiasi sviluppo applicativo. Penso che questo sia il motivo principale per cui il low-code è visto con diffidenza da chi ha esperienze di sviluppo applicativo, sia come tecnico che come decision-maker. Quali sono gli elementi dello sviluppo applicativo su cui incide il low-code? Penso che non si possono valutare oggettivamente le novità introdotte dal low-code senza avere un quadro di riferimento che quello che è necessario allo sviluppo applicativo convenzionale. Per questo, se non siete avvezzi con questo mondo, nelle seguenti sezioni descrivo un modello infrastrutturale ed un modello di architettura software che uso per inquadrare le piattaforme del low-code.  Con un click sui seguenti titoli si possono vedere i modelli presi come base di partenza. Lo stack infrastrutturale – un modello Come è fatto Partiamo da una descrizione banale dello stack infrastrutturale necessario alle applicazioni. L’Hardware – È la parte fisica della tecnologia informatica. Sono i dispositivi che permetto l’esecuzione dei programmi, la connessione tra loro ed il trasferimento dei dati. Ad esempio, il nostro PC, notebook o desktop, spento o acceso è l’hardware. Il Sistema Operativo – È un software, abbastanza generico, necessario per svolgere le interazioni di base con l’hardware. Di fatto nasconde la complessità dell’hardware agli utilizzatori, siano essi umani o altri software. Nei nostri PC è Windows o MacOS per chi ha un’Apple. Il Middleware – È una categoria di software strana da definire, perché rende disponibili un insieme di funzionalità specifiche in modo generico ad un utilizzatore. Un’ ottimo esempio sui nostri PC è il software per i fogli di calcolo, sia esso EXCEL o Sheets o Numbers. Provate ad aprirlo senza fare altro, vedrete una tabella vuota senza che accada altro. Il vostro programma vi mette a disposizione tante funzionalità per gestire dei dati all’interno di tabelle, ma se non lo iniziate ad usare, a

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Come si risparmia nell’hosting di un CMS WordPress

Sia che si voglia realizzare un sito web, un negozio online o una intranet aziendale la scelta di dove realizzarlo è più importante di quanto sembri. Parliamo di WordPress perché è un CMS tra i più diffusi al mondo.   Infrastruttura proprietaria o hosting esterno? Su quale infrastrutura costruire il proprio sito è una scelta che può pesare molto sui costi finali. I vantaggi e svantaggi da pesare in modo oportuno sono diversi anche se ultimamente sono    Un’infrastruttura di proprietà Avendo un’infrastruttura di proprietà, si ha il pieno controllo su tutto l’ambiente di hosting. Le risorse del server sono completamente personalizzabili, come la capacità di storage, la potenza della CPU e la memoria. Questo permette una maggiore flessibilità e scalabilità per gestire picchi di traffico e rispondere alle esigenze in continua evoluzione del sito. D’altra parte l’infrastruttura di proprietà richiede costi iniziali significativi per acquistare hardware, infrastruttura di rete e il relativo software. Inoltre, la gestione della manutenzione e della sicurezza dell’infrastruttura, incluso l’aggiornamento dei server e la gestione dei backup sono attività di cui farsi carico. Queste richiedono competenze tecniche e un team IT dedicato per mantenere l’ambiente di hosting in esecuzione in modo efficiente e sicuro.   Un hosting gestito L’hosting gestito offre un’opzione più semplice e conveniente. Il fornitore delll’hosting gestisce l’infrastruttura, compresi i server, le risorse e le attività di manutenzione. Questo libera dal carico operativo e tecnico. Inoltre, spesso i fornitori di hosting offrono supporto tecnico dedicato per affrontare eventuali problemi. Questa scelta può avere limitazioni in termini di personalizzazione e scalabilità rispetto a un’infrastruttura di proprietà. Se sono richieste risorse specifiche o personalizzazioni particolari, ci si può scontrare con alcune limitazioni, come le versioni di PHP e le risorse ad esso dedicate. Inoltre, si può andare incontro a costi aggiuntivi a seconda dei piani e dei servizi offerti dal fornitore. È vero che sul mercato ci sono dei fornitori di hosting dedicato al wordpress a costi irrisori.  Un esempio per tutti sono i piani offerti direttamente da WordPress. Si parte da un piano, ad oggi, di 48 €/anno, ma si deve passare a 300 €/anno per avere una larghezza di banda illimitata. Ma quali sono le funzionalità importanti da valutare nel rapporto qualità/prezzo di un fornitore?   Funzionalità dell’hosting Prima di scegliere un piano di hosting è bene fare l’elenco delle funzioni che ci servono e poi costruirci il piano inserendole tutte. Si perché alcuni piani hanno un costo molto accattivante, ma alcune funzioni richiedono costi aggiuntivi. Ecco che un piano da meno di 30 €/anno arriva a costare 150 € una volta aggiunte quelle che sono funzionalità opzionali, ma in realtà richieste da un sito per una azienda.   Le funzioni indispensabili Queste sono, secondo noi le funzionalità di base da includere nell’acquisto di un piano o, comunque, quelle di cui si devono conoscere le informazioni per poter scegliere: Localizzazione dei server – è importante che il fornitore dichiari, o permetta di scegliere, dove sono fisicamente i dispositivi hadware che ospitano il wordpress. Un’altra cosa da verificare è che il fornitore preveda, anche solo nelle condizioni di vendita, il fatto che lui agisce come Responsabile del Trattamento ne vostri confronti e di quali trattamenti si fa carico (poi voi dovreste assicurarvi che questi siano inclusi nel vostro registro dei trattamenti, ma questa è materia per un altro articolo). Certificato SSL – Oggi è impensabile proporre un sito che non usi il protocollo https che permette la crittografia della trasmissione. Il certificato permette proprio questa crittografia. Backup e Restore – Avere una copia per ripristinare un sito non più utilizzabile non è una funzionalità superflua. Ma si deve considerare anche per quanto tempo la copia viene conservata. Consideriamo un backup giornaliero e, almeno, il mantenimento per due settimane. Ambiente PHP aggiornato – WordPress è costruito tutto attorno al PHP e non poter utilizzare le nuove funzioni e le migliori prestazioni delle ultime versioni è un grosso limite. Banda di rete o numero di accessi – La capacità di servire i nostri utenti è fondamentale. I fornitori che dichiarano questi numeri li garantiscono, chi etichetta le prestaioni dei propri piani con nomi tipo base, premium, ecommerce, in realtà non si prende nessun impegno. Spazio disco – Per un sito non aspettiamoci le dimensioni di un PC. Contenuti multimediali vanno compressi e, il più possibile, ospitati su sistemi diversi da WordPress. Grossi archivi di file si possono integrare da sistemi come Dropbox, Onedrive, ecc, Quindi 10GB di storage potrebbero bastare, però verifichiamo cosa ci propone il fornitore al raggiungimento del limite: dobbiamo passare ad un piano superiore o si paga a consumo? Prezzo chiaro – Sembra inutile doverlo specificare, ma spesso le tabelle dei prezzi riportano il prezzo del primo anno. Quando si rinnova il prezzo è diverso. Un’altro aspetto da considerare è legato alla nazionalità del provider e come considera l’IVA. Un fornitore non europeo dovrebbe poter verificare la partita iva (parliamo di P.IVA comunitaria) e non addebitarla. Acesso FTP, SSH e PHPMyAdmin – per quatno si cerchi di lavorare attraverso l’interfaccia web, ci sono attività che richiedono differenti tipi di accesso. Per trasferire dei file di grosse dimensioni l’FTP è più efficiente di un upload da web. L’SSH è spesso necessario per fare debug e, come ultima spiaggia, il PHPAdmin ci permetterà di  edere i dati nel DB. Una cosa importante deve esistere la possibilità di cambiare la pawword per questi accessi direttamente, senza fare richiesta al supporto. Ambiente di test – La legge d’oro “in produzione non si tocca nulla” si deve rispettare. Quindi aggiornamenti, inserimento di nuove funzionalità o semplici prove si devono fare su un ambiente differente.  Supporto tecnico – che tipo di supporto viene fornito? Per noi non è importante il mezzo, quanto il tempo di risposta. Richieste di supporto con tempi minori di un giorno lavorativo sono del tutto inutili. Meglio avere a disposizione un numero limitato di richieste, ad esempio 4 all’anno, ma con tempi rapidi. Il concetto è che, se non si hanno le competenze,

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